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AUTISM: Awareness, Acceptance, Honesty, Patience, Tolerance, Faith, Trust, Respect.
This, in my opinion, should be the right way to relate to an autistic person.

Tuesday, 18 June 2019

The Smile - Il sorriso

Autism Illustrations blog


🔴 ENGLISH 🇬🇧:
Many autistic people (children and adults) have difficulty distinguishing facial expressions (joy, sadness, wonder, anger ...); some cannot even communicate their emotions through the face, and their faces appear mostly inexpressive (those who do not know autism may seem serious or slightly pouting). This is not a psychological block, but a true neurological communication deficit.
Even autistic people, of course, experience all of these emotions, but they are often not seen on their face. For example, when I was a very young child I never smiled, and the smile of other people (rather than reassure me) frightened me: all that string of teeth on display seemed to me a threatening gesture, just like teeth grinding of a fierce animal. However, I soon learned that "I had to" smile because other people didn't think badly of me, and so I also started to open my mouth and show my teeth when someone said to me: "Smile!". Of course it is not a natural and spontaneous gesture at all, and my eyes never smile. I can only have a "real" smile when something amuses me: in that case it is no longer a smile to communicate, and my brain can then move my face in a natural way.
Even with all the other facial expressions I feel the same difficulty: for example, if I watch a film I cannot distinguish in the face of the actors an expression of disgust from one of fear, or a moan from a laugh, and I can understand that a character is sad only if I see tears running down his cheeks.
However, it would be a serious mistake to accuse autistic people of "lack of empathy" because of their problem. Very often, in fact, autistic people can understand if a person is happy, sad, worried or else simply stand by for a few moments. For my personal experience, it often happens to be like "permeated" by the emotions of other people, so intense that it almost hurts. It is not necessary that I look at the face of those around me to understand his feelings (which in fact confuses me a lot), but I can instinctively feel his feelings.
Understanding the emotions of young children, however, is much easier for me than understanding those of adults, because children's feelings are more transparent, simple and immediate than those of adults, and are much more similar to mine. Perceiving the feelings of adults instead can be misleading: for example, feeling that a person is sad can naively (and dangerously) lead to compassion for him/her, whereas in reality that person may not deserve compassion at all and it would be prudent to stay away.

Yuukiko (Yuu) About me

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🔴 ITALIANO 🇮🇹 :

Molte persone autistiche (bambini e adulti) hanno difficoltà a distinguere le espressioni del viso (gioia, tristezza, stupore, rabbia…); alcuni non riescono nemmeno a comunicare le proprie emozioni attraverso il volto, e la loro faccia appare per lo più “piatta” e inespressiva (a chi non conosce l’autismo può sembrare seria o leggermente imbronciata). Non si tratta di un blocco psicologico, ma di un vero deficit neurologico di comunicazione.
Anche le persone autistiche, naturalmente, provano tutte queste emozioni, ma spesso non si vedono sulla loro faccia. Per es., quando ero molto piccola io non sorridevo mai, e il sorriso delle altre persone (più che rassicurarmi), mi spaventava: tutta quella sfilza di denti in esposizione mi sembrava un gesto di minaccia, proprio come il digrignare i denti di un animale feroce. Tuttavia, ho imparato presto che “bisognava” sorridere perché le altre persone non pensassero male di me, e così ho cominciato anch’io ad allargare la bocca e a mostrare i denti quando qualcuno mi diceva: “Sorridi!”. Naturalmente non si tratta affatto di un gesto naturale e spontaneo, e i miei occhi non sorridono mai. Posso avere un sorriso “vero” solo quando qualcosa mi diverte: in quel caso non è più un sorriso per comunicare, e il mio cervello riesce allora a muovere la mia faccia in modo naturale.
Anche con tutte le altre espressioni facciali provo la stessa difficoltà: per es., se guardo un film non so distinguere nel volto degli attori un’espressione di disgusto da una di paura, o un gemito da una risata, e riesco a capire che un personaggio è triste solo se vedo scorrere le lacrime sulle sue guance.
Sarebbe però un grave errore accusare le persone autistiche di “mancanza di empatia” a causa di questo loro problema. Molto spesso, infatti, le persone autistiche riescono a capire se una persona è felice, triste, preoccupata o altro semplicemente standole vicino qualche momento. Per la mia personale esperienza, capita spesso di essere come “permeati” dalle emozioni delle altre persone, in maniera così intensa da fare quasi male. Non è necessario che io guardi il volto di chi mi sta vicino per capire i suoi sentimenti (cosa che anzi mi confonde molto), ma posso sentire i suoi sentimenti istintivamente.
Capire le emozioni dei bambini piccoli è per me però molto più facile che capire quelle degli adulti, perché i sentimenti dei bambini sono più trasparenti, semplici e immediati di quelli degli adulti, e sono molto più simili ai miei. Percepire i sentimenti degli adulti invece può essere fuorviante: per es. sentire che una persona è triste può indurre ingenuamente (e pericolosamente) a provare compassione per lei, mentre in realtà magari quella persona non merita affatto compassione e sarebbe prudente starsene lontani.

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